Hai appena avuto un’idea creativa? L’hanno avuta anche altre 149 persone che non conosci

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T rascorro metà delle mie giornate parlando con persone che vogliono avviare una nuova impresa. Molti di loro basano il loro progetto su un'idea originale che hanno avuto e si interrogano su come trasformarla in realtà.
La prima cosa che dico loro è che nello stesso istante in cui hanno concepito l'idea in questione, non importa quanto geniale e originale sia, ci sono almeno altre 149 persone nel mondo che hanno avuto la stessa idea, nello stesso istante. E che anche quelle 149 persone stanno, proprio in quel momento, parlando della loro intuizione con qualcuno come me per cercare di realizzarla.
In generale la reazione del mio interlocutore non è particolarmente positiva.

“Perché sottovaluti in questo modo la mia creatività?” , pensa lui mentre gli parlo. Ed ecco che mi trovo a dovermi spiegare meglio.
L a nostra creatività non è mai (o quasi mai) solipsistica. Il nostro cervello elabora le informazioni che assorbe dall'esterno e le associa sulla base di una combinazione delle proprie esperienze, delle proprie attitudini e dei segnali che gli invia l'inconscio. I fatti di cronaca e i libri che si studiano, le conversazioni con gli amici e i post che si leggono su Facebook. La creatività altro non è che il nostro modo personale di creare collegamenti fra queste quattro componenti: le sollecitazioni esterne, il nostro background di conoscenze, la nostra situazione psicologica e il nostro subconscio.
Ora, indipendentemente da quanto ci faccia piacere pensarlo, siamo tutti molto più simili agli altri di quanto crediamo. Ogni essere umano è unico, ma allo stesso tempo assomiglia moltissimo a un enorme numero di suoi simili. Quindi, a fronte di una sollecitazione esterna, moltissime altre persone reagiranno nel nostro stesso identico modo. E a fronte di due o più sollecitazioni (che insieme generano la creatività) una percentuale più bassa (ma comunque rilevante di esse) creerà la nostra stessa associazione mentale. Naturalmente ci sono sempre il background culturale e l’inconscio a differenziarci. Ma come dicevo, ci sono molte persone che hanno un patrimonio d’informazioni simili al nostro e altre i cui meccanismi dell’inconscio assomigliano ai nostri.
Quindi, sebbene il numero si restringa, quando concepiamo un’idea creativa altre persone, che non conosciamo, hanno avuto la nostra stessa illuminazione.
Quante? Impossibile dirlo, almeno per me. Ma proviamo a fare un gioco di approssimazione.
N el mondo abitano 6,9 miliardi di persone. Una delle quali sei tu. Evidentemente, non tutti sono sottoposti agli stessi stimoli esterni. Se tu hai letto ieri che Gheddafi ha un tesoro nascosto, quante altre persone l’avranno saputo, o lo sapranno a breve? Tutta la popolazione mondiale che ha accesso a un giornale, a una televisione satellitare o a Internet. Diciamo 2 miliardi?
Se poi tu, perché sei appassionato di tesori nascosti e perché sei avventuroso, hai scoperto su Internet che c’è un sito che raccoglie informazioni proprio sui tesori nascosti, forse ti verrà un’idea creativa (quale non lo so: è la tua idea). Questo restringe il cerchio drasticamente. Quante persone, di quel miliardo, sono avventurose come te? il 15 per cento? E siamo a 150 milioni. Quanti di questi sono appassionati di tesori nascosti? Il 5 per cento? Arriviamo a sette milioni e mezzo di avventurieri e appassionati di tesori che hanno probabilmente acquisito le due informazioni che ti hanno fatto venire l’idea.
Ora, quanti di loro hanno un background culturale molto simile al tuo? C’è che fa il medico, chi il venditore ambulante. Chi ha 60 anni e chi le ha 12. Ipotizziamo che siano il 2 per cento, il che restringe il cerchio a 150 mila persone nel mondo che potrebbero aver avuto la tua stessa idea. Sono tante? In effetti sì. E infatti in realtà sono molte di meno, perché non abbiamo ancora introdotto nell’equazione inconscio e psicologia. Quanti di loro vivono un momento della propria vita che li induce alla creatività, magari perché sono insoddisfatti del proprio matrimonio o perché hanno ereditato una casa in Toscana? Azzardiamo un 10 per cento. E quanti hanno un subconscio tanto simile al tuo da condurli alla tua stessa idea creativa? Pochi senza dubbio: forse l’uno per cento.

Il che mi porta a dirti che 150 persone hanno avuto la tua stessa idea. Non qualcosa di simile: proprio la stessa! Sottrai te stesso e arriviamo giusto giusto a 149.

S i è trattato di un gioco, naturalmente. Le percentuali me le sono inventate, anche se mi sono sforzato di essere quanto più logico possibile. Ma il punto non è il numero esatto di persone che hanno avuto la tua stessa idea. Il punto è che senza ombra di dubbio tu non sei l’unico.
Un pensiero deprimente? Al contrario! L’umanità è un organismo pulsante e straordinariamente creativo, che vibra all’unisono quando riceve sollecitazioni comuni.

Sapere che la mia stessa creatività è condivisa da altre persone mi trasmette un senso di appartenenza che mi piace.

E a te che effetto fa?

13 Comments

  1. Jonkind ha detto:

    spunto interessante. le idee sono nell'aria, nello spirito del tempo, e bisogna saperle cogliere. però vorrei correggere la tua statistica, in genere per ogni idea ci sei tu, altre 149 persone, e un americano che ha i soldi per realizzarla

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    • paolo ha detto:

      Ok. Vada per 151 :-)

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  2. ciano ha detto:

    ... bravo Jonkind says,
    ne parlavo giusto ieri, il mio salumiere di fiducia mi ha posto questa domanda:
    perche' in Italia non abbiamo avuto un Steve Jobs, un Bill Gates o gli inventori di Google e Facebook ...? Penso di aver centrato la risposta: perche' in Italia nessuno ti finanzia un'idea!

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    • paolo ha detto:

      In parte hai ragione, Ciano. Ma forse dovremo cominciare a pensare in un'ottica europea. Con i Programma Quadro la Commissione stanzia davvero tanto denaro per l'innovazione. Il problema è piuttosto organizzativo, perché per potervi accedere bisogna creare una cordata di imprese, di università, o una combinazione delle due. Quindi "l'invenbtore solitario" ha in effetti poche chances. Ma se condivide la propria idea, se trova degli alleati, allora le probabilità di successo aumentano.

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  3. enea ha detto:

    Dal punto di vista impreditoriale, trovo che il tuo post apra una finestra interessante. Alludo alla possibilità di immaginare una sorta di Facebook delle idee di business. Mi spiego: invece di essere pensato su un profilo di persone, pettegolezzi e commenti allacciati a una rete di amicizie che si stemperano in contatti, pensa alla creazione di una piattaforma di condivisione per ogni genere di idee creative, più o meno immaginate, realizzate, in via di realizzazione o abortite. E prima che ti scrivano di questa idea 150 persone, ti suggerisco anche il nome. Chiamalo... Bitzideasbook!

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    • paolo ha detto:

      Ma mi leggi nel pensiero, Enea? :-)
      Presto, diciamo fra un paio di mesi, risponderò coi fatti alla tua preziosa sollecitazione. Resta sintonizzato e magari un giorno ne parliamo. Chissà...

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    • Carlo Alfredo Martini ha detto:

      Organizzare gruppi di persone che hanno idee in comune, è una buona idea. Si tenga conto però, che condividere un'idea geniale con altri, fa scattare l'idea della concorrenza. Entrare nell'ottica che, solo se si è in un gruppo si riuscirà ad ottenere l'aiuto necessario, non è cosa facile. Basti pensare alle società composte da varie persone, che spesso hanno compiti diversi, eppure, anche se hanno un obiettivo comune, spesso non vanno d'accordo.
      L'argomento, comunque, mi fa pensare a quanto occorre essere caparbi nel perseguire un obiettivo, un pizzico di follia per buttarsi nell'avventura, tanti sacrifici economici investendo tutto, ribadisco tutto nel progetto.
      La lista dei 150 potenziali si abbassa ancora.

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  4. nozzena ha detto:

    No, non credo che Enea ti legga nel pensiero. E' probabile, invece, che sia uno delle 149 persone che hanno avuto la tua stessa idea... ;-)
    Non mi capita spesso di scrivere commenti, ma questa idea mi "stuzzica".
    Resto sintonizzato e spero di non dover attendere troppo...

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  5. Joe (GarageSperimentale) ha detto:

    ...Quindi ci sono altre 149 come mia Mamma che spesso.. "ad alta voce mi definisce non convenzionale":-)

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  6. Carlo Alfredo Martini ha detto:

    Quindi non bisogna perdere tempo. Quando hai un'idea, la valuti e ti fiondi per realizzarla!
    A me è capitato di avere un'idea che mi sembrava geniale e di lasciarla cadere nel nulla.
    Dopo qualche tempo ho scoperto che una persona aveva realizzata la mia stessa idea.
    Quindi, ribadisco, non bisogna perdere tempo. Se ci credo in un'idea devo buttarmi a capofitto per realizzarla. Senza se e senza ma.

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  7. Dove nascono le idee? Un’app per scoprirlo | Too Lazy To Do It ha detto:

    [...] sono speciali, perciò bisogna farli conoscere e condividerli con altri. E se ci ho pensato io, come dice un mio amico, ci avranno pensato sicuramente altre 149 persone. Fra cui anche il direttore dell’Economist, il [...]

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  8. Laura ha detto:

    spunto interessante.. ma avere "un'idea geniale comune a 149 persone" vuol dire tutto e vuol dire niente.. è un po'astratto come concetto... cosa rende un'idea geniale ? non è appunto anche l'originalità? comunque se qualcuno avesse una bella idea per fare dei gran soldoni può mettersi in contatto con me quanto prima e ne possiamo parlare .... telefonare ore pasti .. grazie :-)

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    • Paolo ha detto:

      Lo terrò presente ;-)

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